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| STAMPA
D'ARTE: ARTISTI EGIZIANI E URBINATI |
| Biblioteca
Alessandrina Alessandria d'Egitto 10 dicembre 2002 - 10 gennaio
2003 |
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| Si
è svolta dal 10 dicembre 2002 al 10 gennaio 2003 nelle
sale della Biblioteca Alessandrina di Alessandria d'Egitto
la mostra "Stampa d'arte: artisti egiziani e urbinati" L'esposizione
è stata tra le prime mostre italiane ospitate nella
prestigiosa Biblioteca che è stata inaugurata nell'ottobre
scorso. L'apertura della mostra è stata presenziata
dal console italiano in Alessandria Lelio Crivellaro e dal
direttore della Biblioteca Ismail Sarag El Din già
presidente della Banca Mondiale che hanno pubblicamente ringraziato
la scuola urbinate per aver durante gli ultimi decenni contribuito
a consolidare il buon rapporto culturale esistente tra i due
paesi aggiungendosi alle molte presenze culturali italiane
in Alessandria come quella di Giuseppe Ungaretti, Marinetti
e numerosi architetti italiani che hanno progettato durante
tutto il novecento molti dei palazzi e moschee oggi esistenti
nella città alessandrina. La presenza a Urbino più
che cinquantennale degli egiziani è una delle più
rilevanti dal punto di vista culturale che la cità
feltresca abbia avuto, per cui è scattata la necessità
di allestire una mostra che riproponesse i vecchi dialoghi
tra allievo e maestro e ne annunciasse di nuovi, così
da offrire una lettura storica ma anche propositiva per il
futuro. Per questo motivo la partecipazione italiana era composta
da alcuni maestri della Scuola del Libro che insegnarono negli
anni '50 e '60 (Carnevali, Castellani, Battistoni, Bompadre,
Bruscaglia, Budassi, Ceci, Franci, Piacesi, Ricci e Sanchini)
e da alcuni incisori che attualmente insegnano nelle nostre
scuole e che sono stati i protagonisti nel 2001 della ripresa
dei corsi estivi internazionali per l'incisione artistica
che ogni anno si tengono ad Urbino ( Adriano Calavalle, Alfredo
Bartolomeoli, Rossano Guerra e Athos Sanchini). Sono molti
i segni della presenza di artisti egiziani che sono incisi
nella memoria degli urbinati. Ognuno di loro ha lasciato la
propria impronta nella storia culturale e sociale della città.
Gli egiziani hanno attinto alla cultura rinascimentale che
trova in Urbino una delle sue massime espressioni mondiali
e simbolo originale. Ancor di più si sono lasciati
coinvolgere dagli abitanti, immedesimandosi nei loro ritmi
lenti ma decisi, creando rapporti di amicizia che sfidano
lo spazio e il tempo, così che lo sguardo degli urbinati
ancora si illumina nel ricordo degli amici egiziani con cui
stampavano splendide incisioni e condividendo momenti di quotidiana
socialità. Sono state condivise esperienze importanti,
nella ricerca di nuove vie espressive, sempre con un reciproco
sguardo di attenzione alla persona prima ancora dell'artista
e spesso per fortuna, unitamente ad esso. Chi arrivava era
assetato di sapere, apprendeva le tecniche incisorie, le arti
grafiche editoriali, e con questo bagaglio di esperienze ritornava
al suo Paese, dove a sua volta insegnava i segreti imparati
ad Urbino; così ènata l'incisione in Egitto.
Tutto ciò accadeva in un susseguirsi ininterrotto di
scambi artistici e amicizie rinnovate, di generazione in generazione.
Molte sono state le mostre, le iniziative editoriali i corsi
dell'Istituto Statale d'Arte, dell'Accademia di Belle Arti
e dell' Istituto Superiore Industrie Artistiche, che hanno
visto protagonisti i giovani artisti egiziani accuratamente
selezionati dalle loro istituzioni. Durante l'inaugurazione
della mostra è stato particolarmente festeggiato il
prof. Abdallah Gohar, il più importante artista egiziano
che ha istituito il Dipartimento di grafica sia in Alessandria
che al Cairo. Negli anni '50 Gohar era tra i primi egiziani
vincitore di una borsa di studio governativa che veniva a
risiedere a Urbino intrecciando una importante amicizia in
particolare con Francesco Carnevali, in quel tempo direttore
della scuola del Libro e che nella mostra alessandrina è
stato ricordato con il libro "Apina, contenente alcune delle
sue più belle illustrazioni litografiche. Una fortunata
coincidenza ha voluto che nella sala espositiva accanto fossero
esposti alcuni libri tra i quali una copia di un manoscritto
della Biblioteca federiciana, attualmente in Vaticano che
esposta in una delle sue più belle pagine evidenziava
lo stemma del duca Federico e della città ducale in
una continuazione ideale con i maestri urbinati che dall'interno
dello stesso palazzo ducale federiciano hanno continuato a
loro modo la tradizione del Libro illustrato. La manifestazione
accompagnata da un catalogo contenente una presentazione di
Roberto Budassi e alcune testimonianze di artisti egiziani
formatisi a Urbino, da un poster e da depliant illustrativi
ha compreso anche tre giornate di lavoro congressuale in cui
critici d'arte come Silvia Cuppini e altri provenienti dal
Cairo e da Alessandria hanno dibattuto sulle problematiche
attuali del linguaggio incisorio, mentre in altre conferenze
insieme al Console italiano Lelio Crivellaro, Giuliano Santini
a nome di Dedalo arte, e altri importanti esponenti della
diplomazia egiziana come il presidente dell'Accademia d'Egitto
a Roma, hanno definito storicamente e rilanciato con alcuni
progetti la collaborazione con Urbino tenendo presente che
il periodo 2003/2004 sarà dedicato all'amicizia tra
l'Italia e L'Egitto. Infine si è svolto nel laboratorio
del Alex Work shop Center un workshop di incisione che guidato
dal prof. Alfredo Bartolomeoli con la collaborazione del prof.
Athos Sanchini entrambi docenti all'Istituto Statale d'arte
di Urbino, hanno eseguito una dimostrazione tecnica sull'incisione
alla presenza attenta di quindici allievi e alcuni insegnanti
della Facoltà di Belle Arti di Alessandria. I SEGNI
CHE INCIDONO "Una cosa che si vede e si tocca e che nel vederla
e toccarla mi muove verso altro, come si chiama? Segno" Sono
molti i segni della presenza di artisti egiziani che sono
incisi nella memoria degli urbinati. Ognuno di loro ha lasciato
la propria impronta nella storia culturale e sociale della
città. Gli egiziani hanno attinto alla cultura rinascimentale
che trova in Urbino una delle sue massime espressioni mondiali
e simbolo originale. Ancor di più si sono lasciati
coinvolgere dagli abitanti, immedesimandosi nei loro ritmi
lenti ma decisi, creando rapporti di amicizia che sfidano
lo spazio e il tempo, così che lo sguardo degli urbinati
ancora si illumina nel ricordo degli amici egiziani con cui
stampavano splendide incisioni e condividendo momenti di quotidiana
socialità. Sono state condivise esperienze importanti,
nella ricerca di nuove vie espressive, sempre con un reciproco
sguardo di attenzione alla persona prima ancora dell'artista
e spesso per fortuna, unitamente ad esso. Chi arrivava era
assetato di sapere, apprendeva le tecniche incisorie, le arti
grafiche editoriali, e con questo bagaglio di esperienze ritornava
al suo Paese, dove a sua volta insegnava i segreti imparati
ad Urbino; così è nata l'incisione in Egitto.
Tutto ciò accadeva in un susseguirsi ininterrotto di
scambi artistici e amicizie rinnovate, di generazione in generazione.
Molte sono state le mostre, le iniziative editoriali i corsi
dell'Istituto Statale d'Arte, dell'Accademia di Belle Arti
e dell' Istituto Superiore Industrie Artistiche, che hanno
visto protagonisti i giovani artisti egiziani accuratamente
selezionati dalle loro istituzioni. Il passaggio più
che cinquantennale degli egiziani è uno dei più
rilevanti dal punto di vista culturale che la città
feltresca abbia avuto, per cui, quando dietro nostro invito
il Prof. Sabry M. Hegazy è ritornato dopo vent'anni
insieme ad alcuni suoi allievi e assistenti, è scattata
subito la necessità di allestire una mostra che riproponesse
i vecchi dialoghi tra allievo e maestro e ne annunciasse di
nuovi, così da offrire una lettura storica ma anche
propositiva e incidente sul presente. Per questo motivo la
partecipazione italiana è composta da alcuni maestri
della Scuola del Libro che insegnarono negli anni '60 (Carnevali,
Castellani, Battistoni, Bompadre, Bruscaglia, Budassi, Ceci,
Franci, Piacesi, Ricci e Sanchini) e da alcuni incisori che
attualmente insegnano nelle nostre scuole e che sono stati
i protagonisti nel 2001 della ripresa dei corsi estivi internazionali
per l'incisione artistica ( Adriano Calavalle, Alfredo Bartolomeoli,
Rossano Guerra e Athos Sanchini). Per noi di KAUS che abbiamo
inteso costruire un punto di riferimento, un luogo non formale
di amicizia tra chi opera nell'arte visiva, un luogo di amicizia
formato da gente di diversi paesi e culture e che ha all'origine
la considerazione artistica ma ancor più quella della
persona come tale e che ha fatto nascere una rete internazionale
di artisti e istituzioni culturali, è stato naturale
avere come uno dei primi obiettivi la ripresa dei rapporti
con la nuova arte egizia che ad Urbino ha lasciato un segno
esemplificativo delle nostre intenzioni. L'augurio che facciamo
è che questa prestigiosa iniziativa a cui abbiamo l'onore
di partecipare da protagonisti sia la continuazione di una
storia che chiede solo di non essere interrotta. |
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