Da un archivio si possono
comprendere tante cose; è come se si avesse una panoramica
di una storia della memoria. Un archivio è un libro aperto
che parla di quella storia, la prova tangibile di una
realtà che esiste e che matura con la sua evoluzione.
La mostra "Archivio direzione Est" fornisce l'occasione
per riflettere sul significativo scambio tra Urbino e
i paesi d' oltre mare. Un colloquio che non poteva essere
messo in ombra perché apporta con sé tutta la ricchezza
della relazione tra paesi stranieri espressa dall' efficace
medium dell' arte che, in uno spirito di pacifica convivenza,
svolge la funzione di ponte culturale.
Dal 2001 i Corsi Estivi di Incisione ad Urbino sono lo
scenario di questo dialogo: insegnanti, allievi e giovani
artisti si incontrano da più parti d' Europa e non solo,
uniti da un unico linguaggio, l' incisione. Spaginando
l'archivio del Centro ci si accorge di come questo sia
diventato un fulcro di incontro e confronto fra culture
diverse, artisti provenienti da nazioni diverse fra loro.
Per settimane il corso è una fabbrica di creatività esplosiva
e contagiosa, il risultato è entusiasmante; il confronto
artistico si fa confronto culturale, anche fra realtà
profondamente diverse, e anticipa, rinsalda un' universalità
di intenti e di obbiettivi di cui l' arte, specie quella
incisoria, si fa mezzo.
L'esposizione curata da Giuliano Santini e Elena Amoriello,
sarà inaugurata sabato 5 giugno alle ore 11,30 nelle sale
del castello Morando Bolognini di Sant'Angelo Lodigiano
e rimarrà aperta fino al 30 giugno. L'iniziativa è stata
presentata in catalogo da Gaetana Lo Presti e Sara Tassi,
allieve universitarie della facoltà di lettere dell'Università
di Urbino, segno anche questo di come il Centro Internazionale
per l'incisione artistica intenda il più possibile valorizzare
i giovani siano essi artisti o studiosi.
La mostra è composta da cinquanta incisioni di artisti
polacchi, bulgari, bosniaci, lituani, sloveni proposte
alla nostra attenzione con un forte messaggio: il dialogo
è possibile. Ed è tramite un viaggio che comincia l'avventura
di questi artisti. C'è una condizione innata nell'uomo
a spostarsi, a guardare altrove. Con una sorta di navigazione
odissiaca partono alla scoperta del diverso e approdano
a Urbino, crogiuolo di nuovi rapporti. Così come l'uomo
da sempre matura il desiderio di conoscere altri luoghi,
così una forte motivazione che spinge al viaggio può essere
un'amicizia. Ed è proprio da un'amicizia e da una grande
stima che si rinnova ogni anno il rapporto tra Urbino
e "Naturarte" di Lodi. La condivisione di una passione,
l'amore per ciò che si fa per l'incisione ha fatto sì
che questa iniziativa potesse esistere con il supporto
di entrambe le città: Urbino propone i risultati della
sua attività e Lodi diviene la perfetta cornice di questo
lavoro.
Le incisioni divengono patrimonio comune, ricchezza che
rende manifesto l'intento di condivisione delle opere
sganciate dal loro contesto ed elevate ad una bellezza
globale. In questo viaggio reale e immaginario nell'arte
il territorio lodigiano diventa la mezza via, il polo
centrale, il momento della pausa riflessiva e contemplativa
fra Urbino e l'est europeo. È il momento in cui la panoramica
culturale rende il senso di questo viaggio.