NATURARTE 2004
 
ARCHIVIO: DIREZIONE EST
 
Opere grafiche di artisti dell'Europa orientale provenienti dall'archivio del Centro internazionale per l'incisione artistica di Urbino

 

Castello Morando Bolognini
Sant'Angelo Lodigiano
dal 5 al 30 giugno 2004

in collaborazione con
amministrazione comunale di Lodi
Provincia di Lodi
associazione KAUS Urbino

a cura di
Giuliano Santini
e
Elena Amoriello

testi di
Gaetana Lo Presti
Sara Tassi

 

Incisioni di
Elena Babic - Bosnia and Herzegovina
Lejla Besic - Bosnia and Herzegovina
Davor Dakovic - Bosnia and Herzegovina
Inga Galkinaite - Lituania
Alicja Habisiak - Polonia
Maja Hrvanovich - Bosnia and Herzegovina
Sead Kadribasic - Bosnia and Herzegovina
Tomasz Matczak - Polonia
Stanislaw Wejman - Polonia
Stefan Speil - Polonia
Sybilla Skabula - Polonia
Ana Svabo - Polonia
Ivo Yanakiev - Bulgaria
Barbara Zavodnik - Slovenia

Omaggio a
Egidijus Rudinskas - Lituania

 

Da un archivio si possono comprendere tante cose; è come se si avesse una panoramica di una storia della memoria. Un archivio è un libro aperto che parla di quella storia, la prova tangibile di una realtà che esiste e che matura con la sua evoluzione.
La mostra "Archivio direzione Est" fornisce l'occasione per riflettere sul significativo scambio tra Urbino e i paesi d' oltre mare. Un colloquio che non poteva essere messo in ombra perché apporta con sé tutta la ricchezza della relazione tra paesi stranieri espressa dall' efficace medium dell' arte che, in uno spirito di pacifica convivenza, svolge la funzione di ponte culturale.
Dal 2001 i Corsi Estivi di Incisione ad Urbino sono lo scenario di questo dialogo: insegnanti, allievi e giovani artisti si incontrano da più parti d' Europa e non solo, uniti da un unico linguaggio, l' incisione. Spaginando l'archivio del Centro ci si accorge di come questo sia diventato un fulcro di incontro e confronto fra culture diverse, artisti provenienti da nazioni diverse fra loro. Per settimane il corso è una fabbrica di creatività esplosiva e contagiosa, il risultato è entusiasmante; il confronto artistico si fa confronto culturale, anche fra realtà profondamente diverse, e anticipa, rinsalda un' universalità di intenti e di obbiettivi di cui l' arte, specie quella incisoria, si fa mezzo.
L'esposizione curata da Giuliano Santini e Elena Amoriello, sarà inaugurata sabato 5 giugno alle ore 11,30 nelle sale del castello Morando Bolognini di Sant'Angelo Lodigiano e rimarrà aperta fino al 30 giugno. L'iniziativa è stata presentata in catalogo da Gaetana Lo Presti e Sara Tassi, allieve universitarie della facoltà di lettere dell'Università di Urbino, segno anche questo di come il Centro Internazionale per l'incisione artistica intenda il più possibile valorizzare i giovani siano essi artisti o studiosi.
La mostra è composta da cinquanta incisioni di artisti polacchi, bulgari, bosniaci, lituani, sloveni proposte alla nostra attenzione con un forte messaggio: il dialogo è possibile. Ed è tramite un viaggio che comincia l'avventura di questi artisti. C'è una condizione innata nell'uomo a spostarsi, a guardare altrove. Con una sorta di navigazione odissiaca partono alla scoperta del diverso e approdano a Urbino, crogiuolo di nuovi rapporti. Così come l'uomo da sempre matura il desiderio di conoscere altri luoghi, così una forte motivazione che spinge al viaggio può essere un'amicizia. Ed è proprio da un'amicizia e da una grande stima che si rinnova ogni anno il rapporto tra Urbino e "Naturarte" di Lodi. La condivisione di una passione, l'amore per ciò che si fa per l'incisione ha fatto sì che questa iniziativa potesse esistere con il supporto di entrambe le città: Urbino propone i risultati della sua attività e Lodi diviene la perfetta cornice di questo lavoro.
Le incisioni divengono patrimonio comune, ricchezza che rende manifesto l'intento di condivisione delle opere sganciate dal loro contesto ed elevate ad una bellezza globale. In questo viaggio reale e immaginario nell'arte il territorio lodigiano diventa la mezza via, il polo centrale, il momento della pausa riflessiva e contemplativa fra Urbino e l'est europeo. È il momento in cui la panoramica culturale rende il senso di questo viaggio.