PERCORSI DELL'INCISIONE CONTEMPORANEA 2002
Urbino Ex Monastero S. Chiara 5-20 luglio 2002
Sala Bramante di Fermignano 27 Luglio -19 Agosto 2002
Dedalo arte Urbino ha promosso in collaborazione con la Comunità Montana dell'Alto e Medio Metauro, l'Assessorato ai Beni Culturali della provincia di Pesaro e Urbino, l'assessorato al Turismo del Comune di Urbino, il Comune di Fermignano e i Corsi estivi internazionali per l'incisione artistica di Urbino la seconda edizione della rassegna di incisione dal titolo "PERCORSI DELL'INCISIONE CONTEMPORANEA 2002". La mostra divisa in due sezioni è stata allestita nella sua prima parte dal 5 al 20 luglio negli spazi dell'ex Monastero S.Chiara di Urbino che è già sede in quel periodo dei corsi stessi fornendo così al visitatore la possibilità di ammirare opere provenienti da diverse parti del mondo e nel contempo anche poter osservare direttamente il procedimento antico e nello stesso tempo sempre nuovo delle tecniche incisorie. Un seconda sezione composta dagli stessi maestri ma con diverse opere è stata allestita dal 27 luglio al 19 agosto nella sala Bramante di Fermignano, una sede diventata autorevolmente nota nel campo dell'incisione nazionale. La manifestazione arrivata alla sua seconda edizione presentando alcuni tra i più importanti incisori internazionali insieme agli allievi frequentanti i corsi d'incisione ha inteso sempre più affermarsi come un importante appuntamento estivo che permetta la presa di contatto con diverse espressioni dell'incisione contemporanea. Sono state esposte opere degli insegnanti che compongono il corpo docente dei corsi estivi d'incisione quali Adriano Calavalle, Alfredo Bartolomeoli e Rossano Guerra, che saranno affiancati in questa edizione da quelle del bosniaco Safet Zec, Bruno Missieri e Antonio Battistini unitamenti ad altri docenti di accademie italiane ed estere quali Nino Bacco dell'accademia di Brera, Clemente Fava dell'Accademia di Bologna, Vincenzo Gatti dell'Accademia di Torino, Lendaro Glauco Camiless dell'Accademia di Lecce e il giapponese Yuji Kobayashi che si aggiungono agli altri artisti che compongono il comitato scientifico internazionale costituito in occasione dei Corsi estivi internazionali per l'incisione artistica di Urbino che si svolgono nella città ducale nei mesi di luglio e Agosto. L'esposizione comprendeva anche incisioni di giovani assistenti frequentanti l'accademia di Belle arti e l'Istituto statale d'Arte di Urbino e altre opere selezionate tra gli allievi dei corsi che provengono da diverse città italiane ed estere. Una ulteriore novità di questa seconda edizione è l'istituzione di una sezione dedicata in modo particolare a Carlos Garcia Estrada, artista di Città del Mexico che proprio quest'anno festeggia il suo cinquantesimo anno di attività incisoria. L'attività artistica di Carlos Garcia si è rivolta sempre e solamente all'incisione e soprattutto alla puntasecca e maniera nera. E' stato docente di tale materia all' "Esmeralda" la più famosa Accademia Messicana ed è stato il presidente dell'associazione nazionale di incisori messicani, partecipando a numerosissime mostre sia personali che collettive. Recentemente l'UNAM, l'Università più importante del centro America in occasione di tale anniversario, ha promosso una sua mostra e lo spazio espositivo della metropolitana di Città del Mexico ha ospitato una collettiva di artisti in suo nome e ancor più recentemente gli è stata allestita nell'istituto francese di Città del Messico una mostra personale. Sarà dato alle stampe un catalogo contenente anche un saggio critico della prof.ssa Silvia Cuppini docente di storia dell'arte contemporanea presso la facoltà di lettere dell'Università degli studi di Urbino.
Tracce per l'incisione
di Silvia Cuppini
Differenza
L'incisione è distante dal disegno come l'arte del funambolo dalla danza. Lo strumento dell'incisore deve penetrare la materia, tenuto in equilibrio dalla mano che esercita la forza che scaturisce dalla spalla e attraversa tutti i muscoli del braccio; l'incisore deve dominare la forza attrattiva della gravità scorrendo la superficie con i bulini, le sgorbie, i chiodi perché il tessuto dei segni, le infinite sfumature dei neri e dei grigi si dispongano in ordinato racconto. Il segno inciso è conseguente alla forza, come il passo del funambolo sulla corda, il risultato per ambedue è di estrema leggerezza: l'impercettibile rilievo nella stampa su carta per il primo, il librarsi del corpo nell'aria alta per il secondo. Disegnando e danzando si dissolve il senso della gravità nella agilità soffice della mano, nell'annullamento del corpo.
Dei segni nell'infanzia
Lo stupore del doppio: le tracce dei piedi sulla sabbia, delle mani sporche sui vestiti o sui muri; il gioco delle ombre tracciate dalle mani della mamma sulla parete vicino al letto; l'eco della voce in una stanza vuota; l'immagine allo specchio; figure di passanti nella strada, disegnate nel soffitto della camera, riflesse dai vetri delle finestre aperte nella stagione calda; impronte lasciate dal ferro su cui inavvertitamente si sia lasciato il panno bagnato; gli odori dei negozi: caldo del panettiere, acre del macellaio, morbido del falegname, pungente del droghiere, fresco del fruttivendolo, stagnante del pescivendolo; la scia della barca che si allontana dal porto; i cerchi provocati dal lancio del sasso nella fontana; la traccia opalescente della lumaca sui sassi del giardino.
Bianco e nero
Il bianco copre: la neve cancella i colori; il lenzuolo nasconde il corpo, la morte del corpo; la panna copia la neve, lo zucchero a velo la brina, in cristalli il ghiaccio; il bianchetto cancella gli errori di scrittura, le macchie dalle scarpe di tela bianca. Bianco è il sapore della malattia; bianco è il sapore del primo nutrimento; bianco è l'occhio che non vede; bianca è Emily Dickinson. Il nero è ciò che si è perduto: il sangue è subito nero; bello come una perla sulla pelle nera dell'etiope; nero è il vuoto fra le stelle; nero è ciò che resta del fuoco; nera è l'ira; nera è la scrittura; nere righe sui quaderni. Nera la concentrazione; nero l'abisso; nera la paura. Maniera nera.
Grigio
Mezzi toni, passaggi musicali, accordi. Tiepida nebbia autunnale, sensazioni sfumate di sottile melanconia; medietà "L'uomo dal vestito grigio", mezzo lutto; piumaggi di uccelli incolori; polvere; cieli di nuvole dense, odore di pioggia; asfalto-viaggio-asfalto-nostalgia-asfalto.
Sortilegi
La serialità è l'illusione dell'eternità la riproduzione ribadisce il momento della nascita escludendo l'esistenza e la morte delle cose. La matrice incisa assicura attraverso copie numerose la diffusione nello spazio dell'immagine e la resistenza delle stesse nel tempo. L'acido nitrico è corrosivo, distrugge, ma dalle morsure sul metallo nasce l'acquaforte. Incidere per il rilievo del segno. Sollevare tutta la superficie del metallo con l'ondulante movimento del berceau, addormentare nel nero profondo la materia per trarre con il brunitoio i bianchi spazi del sogno nella maniera nera. L'incisione necessaria, due esempi: "Il sonno o il sogno della ragione genera mostri" è il titolo dato da Goya alla più inquietante acquaforte dell'inizio del moderno. Il volto dell'uomo, reclinato nel sonno, non si vede, ma dal fondo oscuro occhieggiano animali di incubo, decisi a conquistare il ruolo di protagonisti del racconto. "Paris qui bouge", Parigi in movimento, è il tema svolto a puntasecca dal giovane Anselmo Bucci in numerose incisioni. Impressioni veloci, rapprese con la punta sulla lastrina di rame o zinco che l'artista porta nella tasca nei suoi percorsi parigini. Il ricciolo di metallo sollevato dalla punta ai due lati del segno, le barbe intrise di inchiostro in superficie attutiscono con la dolcezza del velluto, dello sfumato, l'asprezza del segno, prolungano il tempo breve della sensazione. Dolci incisioni alla maniera a zucchero. Primo, secondo, terzo...stato, indicano la staticità dell'incompletezza, solo la necessità si dinamizza e produce. Legno di filo: per gli Espressionisti pari dignità ai segni naturali e artificiali. Lavorare in cartella cercando le corrispondenze necessarie fra parola e immagine, fra la linearità della parola e la struttura policentrica dell'immagine. Viaggio mitico alle origini del graffito per trovare tracce, segni dei passaggi.